Il vero segnale ai mercati

Il premier Silvio Berlusconi due giorni fa ha annunciato in Parlamento che il governo intende “azzerare il fabbisogno finanziario nell’ultima parte dell’anno”. L’ipotesi, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe quella di un intervento di cassa – scriveva ieri il Sole 24 Ore – della portata di 14-15 miliardi di euro, per cancellare o rinviare impegni di spesa già fissati. In questo modo si limiterebbe la necessità di emettere nuovo debito, dato che le entrate bilancerebbero le spese.
21 AGO 20
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Il premier Silvio Berlusconi due giorni fa ha annunciato in Parlamento che il governo intende “azzerare il fabbisogno finanziario nell’ultima parte dell’anno”. L’ipotesi, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe quella di un intervento di cassa – scriveva ieri il Sole 24 Ore – della portata di 14-15 miliardi di euro, per cancellare o rinviare impegni di spesa già fissati. In questo modo si limiterebbe la necessità di emettere nuovo debito, dato che le entrate bilancerebbero le spese.

Questo annuncio non va sottovalutato, e implica che in termini di cassa, quindi, il deficit del 2011, grazie al buon andamento delle entrate, all’efficace controllo della dinamica della spesa (comunque ancora eccessiva) e a questa manovra aggiuntiva, sarebbe solo il 2 per cento del prodotto interno lordo (pil). Una notizia che forse gli analisti dei mercati non hanno ancora percepito. Per intenderci, la manovra per il 1997 con cui Carlo Azeglio Ciampi, allora ministro del Tesoro e del Bilancio, centrò l’obiettivo di un rapporto deficit/pil pari al 2,7 per cento, e che contribuì a fare sì che l’Italia entrasse nell’Unione monetaria, fu in gran parte di cassa. Consistette, infatti, nello spostamento al 1996 e al 1998 di spese di competenza del 1997. In questo caso, nel 2011 si “affamerebbe la bestia”, costringendo alcuni beneficiari di trasferimenti pubblici a rinviare le spese o a farsi prestare i mezzi dalle banche.

Ma naturalmente nel 2012 occorrerà trovare le risorse finanziarie con cui far fronte agli impegni di pagamento non fatti nel 2011. A questo fine si dovrà ricorrere a misure aggiuntive per l’1 per cento del pil rispetto a quelle già stabilite nella legge appena varata, con cui il deficit dovrà scendere al 2,5 del pil. E questa provvista la si potrà ottenere solo mediante privatizzazioni e alienazioni patrimoniali. Queste misure serviranno per anticipare il pareggio di bilancio, assieme alla manovra di cassa che comunque “affama la bestia”. E soprattutto, privatizzazioni e vendita di immobili pubblici sono doppiamente virtuose: non servono soltanto per “monetizzare” il nostro patrimonio e fare cassa, ma anche per ampliare l’area del mercato nel nostro paese e generare così più crescita. Esattamente il contrario di quanto farebbe un’imposta patrimoniale straordinaria, che porta risultati a breve termine, ma al prezzo di penalizzare i risparmi e spaventare i mercati.